23/10/10

Tempo di preghiera del 24 Ottobre 2010


L’angolo della preghiera:
Non so se avete notato: vi proponiamo sempre di cominciare "chiedendo una grazia".
Perché chiedere una grazia?! Perché siamo delle persone che abbiamo dei desideri. Chiedere una grazie mi mette nel giusto rapporto con Dio: come  quella di un bambino che riceve da suo padre!
Quale grazia posso chiedere? Posso chiedere al Signore qualche cosa collegato al testo della parola di Dio sulla quale pregherò, o posso fargli una domanda in quello che sto vivendo adesso: visto ciò che vivo oggi nella mia vita, di che cosa ho veramente bisogno? Dobbiamo aver coraggio ed essere precisi nel nostro desiderio, dirlo e presentarlo davanti al Signore.


Proposta del vangelo
Vangelo secondo San Luca, capitolo 18, versetti 9-14
9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10 "Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.  11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato".


 Il tempo di preghiera, passo a passo:

Posso incominciare leggendo la parabola e immaginarmi la scena, mi lascio disturbare e accetto gli appuntamenti che il Signore mi propone per scoprire la verità su me stesso.

-Versetti 9 a 13a
Guardo questi 2 uomini. Rappresentavano le divisioni sociali e religiose di quel tempo. Gli uni sono considerati come "bravi" ebrei perché osservano la Legge, e gli altri sono spesso accusati di sottrarre i soldi dei contribuenti. Mi infilo tra loro che sono saliti al tempio de Gerusalemme. Osservo come questi 2 uomini stanno pregando, e come io in questo momento sto davanti al Signore. Cosa ho da dire al Signore? In quale modo glielo dico?

-Versetti 13b a 14a
Prendo il tempo che ci vuole per accogliere quello che Gesù dice al pubblicano che è diventato giusto. La cosa che ci fa diventare giusti è credere in Gesù Cristo. Solo lui ci regola alla misericordia del Padre.

-Versetto 14b
Si potrebbe pensare che Gesù conclude la sua parabola con una piccola lezione di morale. Invece, attira il nostro sguardo al di là di questi 2 uomini. C’invita ha voltarsi verso di Lui, e a vivere il rovesciamento del Regno di Dio: “ Esalta gli umili e manda i ricchi a mani vuote”.

Come sempre, posso terminare la mia preghiera dicendo a Dio quello che voglio, ciò che ho dentro di me, “come un amico parla al suo amico”.


La parola di uno che cerca Dio
Un giorno il padre Brottier, sorridendo a un sacerdote amico, ha detto: “ Ho appena ricevuto una donna ed abbiamo parlato per una mezz’ora. Notate quali sono le formule necessarie: “ Buongiorno Signora” “ Arrivederci Signora ”, non ho detto niente, nessuna parola! Ho solo ascoltato i suoi sfoghi. Ha parlato per molto tempo. Era in grado di dare libero sfogo al suo dolore e poi si è tranquillizzata. Sapete cosa mi ha detto mentre stava per andar via? Letteralmente ha detto: “ Ah! Padre com’è stato buono! Mi ha consolato per tutto quello che mi ha detto! Le sue parole mi hanno aiutato! ” Si vede da questo che a volte è facile fare servizio: tacere, lasciare che le persone parlano, cercare di capire i loro problemi, testimoniare dell’amicizia… Non si deve cercare cose complicate per rimettere una persona con la sua anima sulla strada giusta!”
Padre Daniel Brottier (1876-1936)